Con grande dolore apprendiamo della scomparsa di Andrea Camilleri. In questo momento di lutto vogliamo ricordarlo come un intellettuale e un amico degli archivi, che più volte ha dato il suo contributo per aiutarci nell’arduo lavoro di divulgazione e diffusione della conoscenza del patrimonio archivistico.

Ripubblichiamo l’intervista che ci aveva rilasciato in occasione della manifestazione Ispirati dagli archivi 2016.

Scrittore e autore di romanzi e racconti in cui il documento (originale o inventato) è spesso al centro della narrazione. Inventore di una lingua in cui siciliano e italiano si fondono e confondono creando un miscuglio di grande efficacia semantica e comunicativa. Un’originalità fortemente caratterizzata da una dimensione locale che non gli ha impedito di raggiungere una fama internazionale.

Con Andrea Camilleri ci siamo incontrati il 17 febbraio [2016] e abbiamo chiacchierato di archivi, documenti, storie, realtà e finzione: è stata una conversazione ricca di spunti di riflessione, viva e appassionata che rende bene conto dell’importanza e del ruolo degli archivi.

“Gli archivi sono eternamente vivi perché sono la memoria del nostro passato. La memoria palpabile. (…) Attraverso gli archivi tu puoi avere il quadro di quello che era la vita in Italia, per esempio in un comune, sotto tutti i punti di vista: punto di vista dei rapporti sociali, dal punto di vista della giustizia, dal punto di vista degli usi, addirittura, e dei costumi”

 

 

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