Come gli archivi hanno celebrato il DanteDì2021 #comunicarchivi

Il DanteDì2021 si colloca nell’anno in cui ricorre il settecentesimo anniversario della morte di Dante e conclude l’arco di un anno al quale il perdurare della pandemia ha attribuito caratteristiche del tutto particolari e tra esse la definitiva svolta verso il digitale e la sostituzione di larga parte dei contatti personali con la connessione da remoto. 

Sembra quindi che possa risultare di qualche utilità riprendere le considerazioni formulate l’anno scorso in merito al DanteDì2020 e proseguire l’indagine rivolgendosi alle iniziative messe in atto quest’anno dagli istituti archivistici statali e presentate tramite il proprio sito istituzionale, Facebook e YouTube.  

Possiamo constatare in primo luogo che rispetto all’anno scorso il numero delle adesioni è quasi raddoppiato: al DanteDì2020 hanno partecipato ventinove Archivi di Stato e tre Soprintendenze archivistiche mentre quest’anno hanno presentato proprie iniziative oltre cinquanta istituti (risulta problematico individuare con precisione il numero esatto degli istituti che hanno aderito all’iniziativa è perché i diversi elenchi consultati, due del MiC, che distingue tra DanteDì e Dante Eventi, e le news DGA, forniscono indicazioni non del tutto coincidenti). 

Scorrendo le diverse iniziative messe in campo si nota subito che non sono, come si è riscontrato in diversi casi l’anno scorso, la risposta estemporanea a una richiesta che lasciava un margine temporale piuttosto ristretto, ma si collocano all’interno di una pianificazione di più ampio respiro, evidentemente dovuta anche alla sollecitazione dell’anno dantesco che ha indotto alcuni istituti ad avviare o a prendere parte a iniziative di lungo periodo, stabilendo rapporti continuativi di collaborazione con istituti culturali del territorio. Per gli Archivi di Stato e le Soprintendenze coinvolti in queste iniziative il 25 marzo ha offerto un’occasione di particolare visibilità in cui presentare progetti destinati a durare nel tempo, quali, tra i principali, Siena2021, in cui l’Archivio di Stato collabora con l’Università per stranieri, il Dipartimento di Scienze storiche e dei beni culturali dell’Università degli studi e la Società Dantesca Italiana, Amor mi mosse. Dante in cammino tra Cuneo e le Alpi, un programma culturale diffuso sul territorio di Cuneo e delle sue valli, del quale l'Archivio di Stato di Cuneo è uno dei partner, o ancoral’iniziativa Dante 700. Il mito del poeta tra Ravenna e Trieste, alla quale l’Archivio di Stato di Trieste aderisce in collaborazione con il Segretariato regionale per il Friuli-Venezia Giulia e la Società di Minerva, o, infine, Dante e la #DivinaCommedia in Emilia Romagna. Testimonianze dantesche negli archivi e nelle biblioteche, che vedrà quattordici archivi e biblioteche della regione esporre in una serie di mostre manoscritti, incunaboli e cinquecentine della Commedia e di altre opere dantesche. 

Altri istituti – ricordiamo tra tutti l’Archivio di Stato di Reggio Calabria – per celebrare il centenario dantesco hanno cercato interlocutori nel mondo della scuola e hanno dato vita a collaborazioni stabili con istituti scolastici, allo scopo di avvicinare i ragazzi al linguaggio di Dante tramite la scoperta di luoghi e personaggi del territorio che hanno preso forma nelle terzine dantesche.  La realizzazione di video e mostre virtuali per il 25 marzo ha costituito il momento culminante di questi progetti.   

Nella stessa prospettiva di dialogo con interlocutori esterni si è collocata la SAB Lombardia, che ha ospitato nelle proprie pagine Facebook una maratona dantesca assai significativa da diversi punti di vista, comprendente la presentazione del volume Io sono stato legno sanza vela e sanza governo. Dante a Sant’Egidio, a cura di Giuliana Nuvoli (Ed, Stampa 2009), che contiene tre lezioni della curatrice - L’esilio in Dante, La pace in Dante, La povertà in Dante - per la Scuola di lingua e cultura italiana della Comunità di Sant'Egidio e per gli Istituti di istruzione secondaria di secondo grado di Milano, insieme a racconti e poesie su questi temi degli studenti della stessa Scuola della Comunità di Sant’Egidio. 

In linea generale, i criteri adottati per l’individuazione dei documenti da presentare sono gli stessi sperimentati nel 2020: alcuni istituti hanno offerto anticipazioni di mostre la cui apertura è previsto nei prossimi mesi o hanno inaugurato esposizioni destinate a rimanere per un certo periodo; altri hanno proposto documenti già noti e studiati, quali il cosiddetto “sonetto della Garisenda”, prima testimonianza in assoluto della circolazione di un testo dantesco, presentato dall’Archivio di Stato di Bologna insieme con altri documenti legati alla presenza di Dante a Bologna e alla precoce divulgazione delle sue opere, oppure frammenti di codici della Commedia che erano stati riutilizzati come fogli di guardia di protocolli notarili, come le pergamene di recupero presentate dall’Archivio di Stato di Savona in previsione di esporle nella mostra  “Dante e la Liguria - Manoscritti e immagini del Medioevo”, da allestire nell’Archivio di Stato di Genova nel prossimo autunno, o ancora manoscritti e cinquecentine contenenti opere dantesche conservati nei propri fondi librari.

Altri istituti ancora hanno tratto spunto da passi della Divina Commedia in cui sono ricordati luoghi, fatti e personaggi legati al territorio per proporre documenti ad essi collegati.  Su questa scia appare molto suggestiva la scelta dell’Archivio di Stato di Ravenna, che ha pubblicato un video in cui una docente di storia dell’arte medievale analizza i mosaici ravennati come fonti iconografiche della Commedia e soprattutto del Paradiso. La SAB Puglia, invece, che ha avviato un progetto di valorizzazione dell’archivio di Carmelo Bene insieme a Regione Puglia, Provincia di Lecce, SABAP per le Province di Lecce ed eredi dell’attore, ha reso disponibile un brano dalla famosa Lectura Dantis tenuta da Carmelo Bene dalla Torre degli Asinelli di Bologna il 31 luglio 1981, in occasione del primo anniversario della strage di Bologna. 

La ricorrenza della morte di Dante ha suggerito, infine, ad alcuni istituti di cercare ispirazione tra le carte che si riferiscono alle celebrazioni organizzate nel 1965, nel 1921 e soprattutto in quelle del 1865, quando il centenario della nascita del poeta trovava un’eco particolare nel clima segnato dall’appena raggiunta unità nazionale. 

L’Archivio di Stato di La Spezia ha ripresentato le tabulae di una pace raggiunta nel 1306 grazie alla mediazione svolta da Dante, documento che l’anno passato aveva riscosso un ottimo risultato in termini di visualizzazioni, e la scelta si è rivelata vincente, ricevendo una risposta che ha triplicato la media mensile dei visitatori del sito.  

Se l’apertura verso interlocutori esterni e la progettualità di ampio respiro sono elementi qualificanti delle iniziative proposte, la rapida carrellata con cui le abbiamo fin qui riassunte non rende giustizia alla loro qualità e ricchezza. Infatti, la vera novità dell’edizione di quest’anno è sul piano qualitativo e il panorama delle manifestazioni appare complessivamente superiore a quello dell’anno scorso  sia nella scelta dei contenuti che nella loro presentazione. Il salto di livello si nota sia nell’accuratezza dei testi e delle descrizioni che accompagnano i documenti, sia nel numero e nella buona qualità dei video prodotti, chiamando talvolta a partecipare studiosi rinomati, che nella distribuzione delle informazioni tra la pagina Facebook e il sito istituzionale, fino all’espediente, largamente utilizzato, di dare l’annuncio su Facebook con qualche giorno di anticipo allo scopo di creare una certa attesa delle iniziative future.  Riprendendo le riflessioni della collega che cura l’Ufficio comunicazione della DGA, si può ben dire che questo risultato positivo «sia dovuto anche al "tirocinio sul campo" svolto durante tutto l'anno precedente per quanto riguarda la comunicazione digitale: l'iperattività digitale di molte istituzioni (passeggiate con i direttori, virtual tours, campagne e rubriche le più svariate, ma anche podcast, conferenze, video....) e le diverse campagne digitali (#iorestoacasa, #viaggioinitalia, #paesaggioitaliano.... ), hanno rappresentato per quegli istituti in cui ancora queste attività non venivano svolte o non venivano svolte in modo soddisfacente, una vera e propria "palestra"- per esempio fornendo una sorta di calendario editoriale e grafiche e template già pronti all'uso. La risposta degli Istituti è stata molto entusiasta e volenterosa», come sottolineato anche nell’intervento video del direttore generale Anna Maria Buzzi.

Altrettanto positiva è stata la risposta degli utenti, come si può rilevare da una puntuale verifica nelle statistiche degli accessi ai siti degli istituti e nel numero delle visualizzazioni dei video, entrambi più che soddisfacenti; in particolare, il controllo accurato delle registrazioni del movimento dei visitatori ai siti degli istituti che hanno aderito al DanteDì conferma che il numero di quanti si sono almeno affacciati alle pagine il 25 marzo e spesso anche nei giorni immediatamente precedenti e successivi sale in maniera significativa rispetto alla media dei visitatori dell’intero mese di marzo. 

Anche su Facebook si registrano notazioni di gradimento e alcuni eventi sono stati ripresi dalla stampa locale, come il post dell’Archivio di Stato di Caserta che riporta la lettera con cui uno studioso di fine ‘800 chiedeva alla Deputazione provinciale di Terra di Lavoro l'acquisto di copie di un suo volumetto in cui ipotizzava che il primo spunto per la Commedia sia stato offerto a Dante dall’essere venuto a conoscenza della visione, avuta in sogno da un monaco di Terra di Lavoro, di un viaggio compiuto nell'Oltretomba, accompagnato dall'apostolo Pietro e da due angeli. Nel post del giorno successivo l’Archivio di Stato ringrazia «la Repubblica», edizione di Napoli «per aver parlato della storia del monaco Alberico e dello studioso Tommaso Vitti, entrambi nativi di Settefrati, nell'antica provincia di Terra di Lavoro, raccontata ieri in occasione del Dantedí».

 

Per saperne di più

Il video dell'intervento del direttore generale Anna Maria Buzzi sulla partecipazione degli Istituti archivistici alla manifestazione nazionale del 25 marzo

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