Una mostra virtuale sul lavoro negli enti culturali: fare rete e farsi conoscere

Lo scorso giugno abbiamo lanciato il Manifesto de ‘Il Lavoro negli enti culturali’, un documento di intenti che identificava alcune linee di intervento trasversali alle diverse tipologie di strutture che operano in quest’ambito, dai musei agli archivi, dai centri di documentazione alle biblioteche, dalle associazioni di studio fino agli istituti di ricerca.

Per rendere concreti questi propositi abbiamo pensato di avviare un primo progetto condiviso e partecipato, capace di evidenziare il duplice significato del lavoro negli enti culturali. Da una parte il lavoro che questi soggetti portano avanti e, dall’altro lato, come si rapportano con i temi del lavoro, con strumenti e pratiche diverse in stretta correlazione con le loro diverse identità, funzioni e origini.

L’idea è quella di realizzare un sito web che racconti da un lato chi siamo e cosa facciamo attraverso una mostra virtuale sul lavoro e dall’altro lato che renda esplicito come quotidianamente nei beni culturali si lavora: eccellenze e tutele da un lato, ma anche eccessiva precarietà e obbligato volontarismo dall’altro. Un sito che costituisca una fotografia dell’esistente con le sue eccellenze e con i suoi risultati ma anche una cartina di tornasole di quello che dietro questi risultati spesso si cela: volontariato, precariato, solitudine. Proprio quest’ultimo elemento ha animato l’idea della realizzazione del progetto nato con la prospettiva principale di fare rete, unire, mettere insieme. Mettere insieme, anche grazie alle opportunità che oggi la tecnologia ci offre, dati, indirizzi e materiali, ma anche storie, individuali e collettive.

La call del progetto si articola in due momenti differenti e se da un lato propone alle strutture di farsi conoscere e far conoscere il proprio lavoro attraverso la messa in mostra e l’esposizione virtuale dei materiali conservati, dall’altro si apre a storie, esperienze, racconti individuali e collettivi. Per fotografare il presente, nelle sue luci e nelle sue ombre, che è necessario conoscere se si vuole ripensare il futuro.

Partire da un’indagine sulle situazioni di coloro che prestano quotidianamente la loro opera all’interno degli istituti che si occupano di lavoro appare un punto di partenza indispensabile per poi affrontare in modo più approfondito e con intento innovativo il nodo più generale del lavoro culturale.

Ma allo stesso tempo è importante, fondamentale, far conoscere le attività ed i progetti - spesso taciuti ma eccellenti - delle varie realtà che nell’ambito del lavoro si muovono, ottenendo risultati spesso poco noti ma encomiabili, conservando documentazione rara, non di rado unica, fondamentale per la scrittura della storia del nostro Paese. Realtà spesso poco note che è nostra intenzione mettere in vetrina, dando loro la possibilità di condividere informazioni, indirizzi, materiali, documenti.

Le narrazioni individuali dovranno consistere in testi nell’ordine delle 5.000 battute, mentre per partecipare alla esposizione virtuale sarà necessario inviare un numero massimo di 5 documenti nella accezione generale del termine, che raccontino il lavoro nelle sua diverse e variegate forme e manifestazioni.  I documenti dovranno essere accompagnati, anche in questo caso, da un testo di massimo 5.000 battute che racconti la storia dell’ente conservatore o proprietario e le sue principali attività e caratteristiche.

La Redazione è composta da Paolo Barcella, Stefano Bartolini, Patrizia Cacciani, Valeria Cappucci, Letizia Cortini, Maria Paola Del Rossi, Antonio Fanelli, Fabrizio Loreto, Debora Migliucci, Ilaria Moroni, Giovanni Rinaldi, Ilaria Romeo, Claudio Rosati, Giuseppe Sircana, Eugenia Valtulina, Roberto Villa, Vincenzo Vita e Sara Zanisi e aperta a ulteriori ingressi. Ha il compito di valutare i materiali e sovraintendere poi alla costruzione dell’architettura finale della mostra e del sito, in stretta sinergia con i partecipanti.

Per saperne di più

Leggi la call del progetto

I materiali dovranno essere inviati all’indirizzo mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. entro il 30 novembre 2020. Allo stesso indirizzo sarà possibile scrivere per contatti, domande, approfondimenti.

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