Contare, raccontare, mostrare. Imago pietatis alla Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna

Sul portale Una città per gli archivi la mostra virtuale Archivi e Arte Contemporanea offre la possibilità di accedere online agli esiti del progetto artistico Imago Pietatis, un percorso di reintepretazione dell’apparato iconografico che accompagna i grandi registri contabili dell’archivio del Monte di Pietà di Bologna, 138 registri di grande formato dei secoli XVI-XVII.

Nel 2020 lo Studio Cenacchi di Bologna ha esposto il lavoro di Elena Franco, architetta e fotografa che ha indagato le Imagines Pietatis dell’Archivio storico del Monte di pietà di Bologna, offrendo una rilettura artistica dell’archivio, che custodisce oltre un centinaio di libri contabili con la raffigurazione del Cristo in pietà dipinta sul taglio superiore di ognuno dei registri. Elena Franco reinterpreta le immagini con diverse tecniche trattando i temi della solidarietà, della cura e della condizione umana. La mostra, intitolata “Imago Pietatis”, ha avuto grande successo e ha vinto il premio New Post Photography della Fiera MIA Photo Fair di Milano. (Dalla presentazione della mostra)

Per la nostra cultura un registro contabile è probabilmente uno degli oggetti che meno associamo all’arte, immediatamente ci evoca un immaginario freddo fatto di numeri, registrazioni, operazioni meccaniche e ripetitive e mai penseremmo che un simile documento possa essere portatore di valori estetici.

Per gli amministratori e i conservatori dell’archivio del Monte di Pietà di Bologna, l’istituto di credito che dal 1473 è parte della vita economica e sociale della città, questo non era affatto così. Alla consapevolezza che “la scrittura ben regolata è la base del buon governo di questo Sacro Monte” essi aggiunsero la volontà di trasformare i registri e i libri mastri in vere e proprie opere d’arte, facendo realizzare su ciascun volume complesse iconografie legate al tema dell’immagine della pietà e del fiore della passiflora come simbolo della passione. Questo insieme di iconografie, unite alle segnature archivistiche impresse sulle medesime superfici, si manifestavano compiutamente nell’archivio del Monte di Pietà, dove i registri erano appoggiati di piatto sulle scaffalature, secondo una modalità di conservazione orizzontale  che si ritrova diffusa in biblioteche e archivi nel primo periodo successivo all’introduzione della carta in Europa, a partire dal XIII secolo. In tal modo le immagini erano immediatamente riconoscibili e componevano il grande mosaico delle scritture fondamentali per il funzionamento dell’istituto.

I registri contabili diventavano in questo modo un complesso intreccio di esigenze amministrative, pratiche archivistiche, progetti iconografici e religiosi incarnati nella materialità del documento all’interno dell’archivio; questa grande costruzione simbolica è, però, caratterizzata da un ulteriore aspetto che per noi risulta paradossale: nessuno avrebbe potuto vedere tali raffigurazioni, poichè destinate alla segretezza di un luogo inaccessibile al pubblico.

Partendo da un sostanziale capovolgimento delle posizioni nel rapporto tra contabilità, arte e visibilità, oggi non solo l’archivio del Monte di pietà è aperto al pubblico ma questi documenti si offrono a una rinnovata interpretazione artistica.

In questa complessità intervengono lo sguardo e la mano dell’artista, che allo stesso tempo isola e analizza i singoli documenti grazie alla fotografia e riutilizza l’immagine della passione accostandola alla figurazione del fiore della passiflora. Elena Franco utilizza la documentazione come innesco del suo racconto artistico per mostrare all’occhio dell’osservatore contemporaneo i singoli elementi che compongono la complessità materiale di questi registri e spingerlo a riflettere su cosa rappresentasse un oggetto dalla “semplice” funzione contabile per gli uomini che lo hanno creato, decorato e conservato per secoli.

Scrive Elena Franco: «Un primo elemento di interesse per il mio lavoro, dunque, riguarda il fatto che l’iconografia della Pietà dell’Archivio Storico del Monte di pietà di Bologna rimandi a quella della solidarietà e della cura, nel senso più ampio del termine.
Per ciò che concerne l’Archivio Storico del Monte di pietà di Bologna, la tendenza a "parlare per immagini", così insita nella contemporaneità, è – sorprendentemente - anche la caratteristica portante della sua estetica originaria».

Sul portale Una città per gli archivi della Fondazione del Monte è possibile non solo visitare la mostra virtuale, che ripropone una selezione delle fotografie realizzata da Elena Franco nel corso del progetto artistico, ma anche approfondire i diversi aspetti culturali che hanno attraversato la ricerca grazie alla possibilità di scaricare il volume Imago pietatis L’immagine dell’Archivio Storico del Monte di pietà di Bologna  e vedere una serie di video interviste agli autori e agli studiosi che hanno partecipato al progetto: Armando Antonelli, Elisa Baldini, Jacopo Cenacchi, Luisel De Gregoriis, Elena Franco, Fabrizio Lollini e Luca Panaro.

Per saperne di più

Vai alla mostra virtuale sul sito della Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna

Scarica il volume Imago pietatis L’immagine dell’Archivio Storico del Monte di pietà di Bologna, (a cura di Elena Franco, Artema, Torino, 2020 2,3MB)

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