Tre eccellenze fiorentine nei luoghi di lavoro

In occasione della IX Giornata nazionale degli Archivi di architettura indetta da AAA/Italia - Associazione nazionale archivi di architettura contemporanea e dedicata al tema I luoghi del lavoro. Cantieri, produzione, servizi, l’Archivio di Stato di Firenze presenta i progetti di tre importanti architetti fiorentini che si sono confrontati con il tema dei luoghi di lavoro nella seconda metà del ’900: Raffaello Fagnoni, incaricato nel 1958 di realizzare la sede di Gestione per l’Autostrada del Sole; Italo Gamberini, che realizza fra il 1962 e il 1967 la sede regionale RAI di Firenze; Leonardo Ricci (di cui corre l’anno delle celebrazioni per il centenario della nascita), autore nel 1987 del progetto per il Palazzo di Giustizia, costruito dopo la sua morte.

Il tema scelto da AAA-Italia in occasione della IX Giornata nazionale degli Archivi di architettura, I luoghi del lavoro. Cantieri, produzione, servizi, poteva prestarsi a molteplici interpretazioni e l’Archivio di Stato di Firenze avrebbe potuto affrontarlo in vari modi attraverso la numerosa documentazione posseduta sull’argomento. La scelta è però quasi subito caduta su tre progetti di architetti molto noti nella città che, nella seconda metà del ‘900, si sono confrontati sul tema dei luoghi di lavoro progettando edifici destinati a ospitare servizi di grande impatto per la società.

I relatori, Simone Barbi, Paola Ricco e Stefano Lambardi, provenienti dal mondo universitario e assidui frequentatori del nostro Archivio, ci hanno fatto entrare all’interno dei singoli progetti valorizzando gli aspetti caratterizzanti dei tre architetti scelti, Tre eccellenze fiorentine, come recitava il titolo che abbiamo dato all’incontro: Raffaello Fagnoni con la sede di gestione dell’Autostrada del Sole, Italo Gamberini con il progetto per la sede regionale RAI e Leonardo Ricci con il Palazzo di giustizia di Firenze. Tre progetti in realtà molto conosciuti e discussi ma che sapevamo avrebbero offerto nuovi spunti di riflessione, vista la grande attualità dei temi e dei ruoli ricoperti dai fruitori degli edifici. Proprio per queste ragioni abbiamo pensato di invitare all’incontro anche chi il progetto lo vive ogni giorno durante l’attività lavorativa, consentendo un confronto diretto e uno scambio di vedute tra lo studioso, che può mettere in risalto gli aspetti innovativi e funzionali dell’edificio a partire dalle carte, e il fruitore degli spazi, che vive sulla propria pelle l’efficienza o la nonpraticità delle soluzioni prospettate e ne sperimenta la bellezza.

La presentazione del progetto di Raffaello Fagnoni per la sede di gestione dell’Autostrada del Sole ha messo in luce la straordinaria modernità dell’impianto compositivo dell’architetto insieme alla perizia della sua tecnica costruttiva, manifestata anche nella scelta meticolosa dei materiali, che ci permette di passare con disinvoltura dalla visione d’insieme al particolare, senza alcuna cesura. La ricchezza della documentazione progettuale conservata in Archivio e la sua utilità anche nella gestione pratica dell’edificio (pensiamo agli interventi di manutenzione), è stata testimoniata da un rappresentante di Società Autostrade che ha confermato la lungimiranza della visione dell’architetto: forse in quegli anni non si poteva immaginare la crescita vertiginosa delle attività connesse alla viabilità in Italia, ma ancora oggi la sede fiorentina si dimostra perfettamente rispondente alle funzioni che doveva e deve accogliere.

Durante le presentazioni non sono stati tralasciati gli aspetti meno tangibili e più immateriali dei progetti, ad esempio quelli che ci portano a individuare questi edifici come luoghi simbolici del panorama cittadino: la sede regionale Rai di Firenze progettata negli anni ’60 da Italo Gamberini accoglie o saluta il visitatore nella zona sud della città, di fianco al fiume che scorre attraversando il centro storico. Anche in questo caso le immagini fotografiche, che abbiamo presentato e lasciato scorrere durante l’intervento, hanno avvalorato le affermazioni del personale dell’azienda televisiva che ci ha parlato dell’edificio indicandolo come «la nostra bella sede». La misura, la funzionalità e la gradevolezza di un progetto emergono nell’orgoglio e nella soddisfazione di chi ha la fortuna di lavorare in un posto che ama e ci dimostrano come l’accuratezza dell’architetto nel pensare un luogo che debba essere in primo luogo vissuto, sia alla base di qualsiasi successo progettuale che duri nel tempo.

Nell’anno per le celebrazioni del centenario della nascita, non poteva mancare tra le eccellenze fiorentine Leonardo Ricci, architetto con il quale l’Archivio di Stato di Firenze ha molti punti di contatto nonostante il suo archivio non sia conservato tra i nostri fondi. In una parete dell’auditorium che ha ospitato l’incontro è esposto un suo dipinto, donato all’Istituto da Flora Wiechmann-Savioli, moglie dell’architetto Leonardo Savioli, a testimonianza della profonda amicizia che legava i due “Leonardo”: il nostro relatore ha presentato la complessa e poliedrica figura di Ricci, sottolineando naturalmente l’attenzione che poneva sull’uomo. Ne è testimonianza il Palazzo di Giustizia pensato, come già per quello di Savona, come uno spazio basilicale, riallacciandosi al luogo dove nell’età classica si amministrava la giustizia, ma uno spazio dilatato, città nella città, dove chi punisce e chi ha sbagliato incrocia il proprio destino. Naturalmente la presentazione si è basata sulle immagini dei disegni del progetto originale che ha subito molte variazioni nella sua realizzazione finale, avvenuta dopo la morte dell’architetto. Disegni che ci comunicano, anche in questo caso, la volontà di creare un nuovo luogo emblematico nella città, destinato a mostrare l’importanza dell’attività svolta al suo interno e svettante, nello skyline fiorentino, come una nuova cattedrale.

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