Terrorismi e mafie: una storia ancora da scrivere #9maggio

L’Italia è stata duramente colpita da gravi fatti di terrorismo che hanno scosso la nostra democrazia. La presenza strutturale delle mafie ha condizionato il progresso civile, economico e democratico del nostro paese e la verità giudiziaria su una quantità enorme di episodi drammatici non è stata sempre raggiunta. Ma è possibile mettere in sicurezza la documentazione prodotta in decenni di inchieste e indagini e utilizzarla per agevolare la ricerca storica.

Per questo l’Archivio Flamigni si è impegnato per creare un collegamento virtuoso tra realtà interessate allo studio e alla documentazione della storia italiana recente, promuovendo nel 2005 la Rete degli archivi per non dimenticare, un progetto nel quale oggi si riconoscono più di sessanta archivi privati e molti archivi di Stato, che lavorano per conservare e rendere accessibili le fonti documentarie sui temi legati al terrorismo, allo stragismo, alla violenza politica e alla criminalità organizzata. Per questi scopi la Rete degli archivi per non dimenticare collabora con la Direzione Generale Archivi con un portale tematico, realizzato all'interno del Sistema Archivistico Nazionale (SAN), e al portale fontitaliarepublicana.it, rendendo consultabili per la prima volta documenti pubblici originali.

Dal 2003, grazie allo stimolo delle Associazioni dei familiari delle vittime del terrorismo e delle stragi, sono stati sperimentati progetti finalizzati a tutelare e conservare i fascicoli processuali riguardanti il terrorismo e le mafie. In particolare sono state avviate importanti sinergie tra archivi privati, associazioni dei familiari delle vittime del terrorismo, archivi di Stato, tribunali e procure, che hanno reso possibile, in via sperimentale, la creazione di laboratori di digitalizzazione a Cremona, Milano, Bologna, Padova e Roma.

Il progetto Terrorismi e mafie: una storia ancora da scrivere, promosso dall’Archivio Flamigni in partnership con l’Archivio di Stato di Milano, la Casa della memoria di Brescia, la Soprintendenza archivistica della Sicilia, l’Archivio di Stato di Palermo, il consorzio SOLE e officina 22, ha preso il via nel marzo del 2016 e si concluderà a settembre del 2017, grazie al finanziamento e alla fiducia ricevuta dalla Fondazione Cariplo, la Fondazione con il Sud e la Fondazione di comunità di Messina. Esso nasce dalla consapevolezza del difficile accesso alle fonti sui terrorismi e le mafie e delle conseguenti difficoltà storiografiche relative alla carenza d’informazioni corrette e mira a censire, far conoscere e conservare la vastissima documentazione giudiziaria esistente e a forte rischio perdita.
Obiettivo principale del progetto è stato dal principio, ed è tuttora, quello di organizzare la documentazione in maniera sistemica e strutturata e rendere disponibili per un ampio pubblico tutti i documenti prodotti e conservati negli archivi dei tribunali italiani, correlandoli ad altre fonti. Questo anche al fine di poter leggere insieme diversi filoni di indagine e risultanze processuali, di evitarne la dispersione e il deperimento e anche nell’ottica di dare concretezza operativa e fattuale agli obiettivi del protocollo d’intesa firmato il 6 maggio del 2015 dal ministero della Giustizia e dal MiBACT, che prevede di avviare un programma organico di descrizione e digitalizzazione delle carte giudiziarie che costituiscono la fonte prioritaria per lo studio della storia dell’Italia repubblicana, relativamente alle tematiche del terrorismo, della violenza politica e della criminalità organizzata.

L’esperienza - maturata soprattutto in Lombardia a partire dal 2003 nei lavori di censimento e digitalizzazione di documentazione giudiziaria - ha costituito, a Milano, la base per un’azione mirata a generalizzare la metodologia e ha permesso di costruire per la prima volta una proposta di procedimento per il censimento, il riordino, l’inventariazione e la digitalizzazione dei documenti processuali conservati presso i tribunali italiani replicabile in vari contesti. Si è partiti dal processo forse più lungo e difficile per molti versi, quello per la strage di piazza Fontana (Milano, 12 dicembre 1969), cercando di creare uno standard e soprattutto di tenere insieme tutta la documentazione possibile, così da rendere più agevole la ricerca. Contemporaneamente si è continuato a monitorare lo stato dei versamenti agli archivi di Stato, censito la documentazione ancora conservata presso i tribunali e le procure e, grazie all’attenzione costante della Direzione Generale Archivi, cercato soluzioni per risolvere i problemi che via via si presentavano (documentazione smarrita o in disordine, cattivo stato di conservazione, spazi non idonei e insufficienti, assenza di personale…). Alla fine del progetto ci si propone di aver riordinato e di rendere consultabili per tutti i documenti relativi ai processi Banco Ambrosiano, Cesare Battisti e Pac, stragi a Milano e Brescia, bombe del 25 aprile, omicidi Caccia, Tobagi, Calabresi, Marino, il processo Sindona e altri.

Spostandoci sul versante opposto, in Sicilia, grazie al progetto e alla collaborazione di molti, stiamo faticosamente lavorando al censimento della documentazione giudiziaria a partire da una cronologia di riferimento. Ci siamo accorti fin da subito delle tante difficoltà che si frappongono: innanzitutto lo stato di disordine degli archivi giudiziari che pregiudica l’individuazione della documentazione, le scarse forze dell’Amministrazione archivistica, i mancati versamenti agli Archivi di Stato causati prevalentemente dalla mancanza di spazi (l’ultimo versamento del Tribunale penale di Agrigento è del 1930 e la stessa Corte d’Assise del 1897, a Caltanissetta il penale si è fermato intorno agli anni ’50 e la Corte d’Assise intorno alla metà degli anni ’60, il Tribunale penale di Nicosia è fermo al 1888, a Palermo il Tribunale penale ha fermato i versamenti delle sentenze al 1930 e i processi penali definiti in istruttoria al 1941, Messina, Catania, Enna, Ragusa, Siracusa e Trapani non fanno eccezione e quasi ovunque non ci sono i registri generali). In questo panorama stiamo continuando il nostro lavoro e abbiamo anche realizzato il primo censimento della documentazione sulla strage di Portella della Ginestra (1° maggio 1947) che a breve sarà pubblicato. Insieme alla cooperativa sociale officina 22 e all’archivio di Stato di Palermo abbiamo iniziato la digitalizzazione dei registri generali penali qui conservati e l’individuazione della documentazione digitale già esistente.

Certo però questo non basta e il progetto Terrorismi e mafie a settembre dovrà concludersi. Sicuramente il censire per la prima volta la documentazione esistente sui fatti di terrorismo e mafie avvenuti in territorio siciliano e il successivo lavoro di divulgazione dei risultati raggiunti costituisce a nostro parere una risposta concreta al bisogno di legalità e democrazia espresso da larga parte della popolazione, come anche lo sforzo di evitare la dispersione e il deperimento di queste fonti è per noi un passo del percorso di educazione all’importanza dell’esercizio della democrazia e della legalità per le generazioni future.

L’obiettivo finale, di cui il progetto è una tappa, è quello di creare una banca dati unica delle fonti giudiziarie italiane conservate nei tribunali e sarà raggiunto attraverso la messa a disposizione per tutti dei risultati del censimento e la pubblicazione online dei documenti pubblici digitalizzati sul portale della Rete degli archivi per non dimenticare, continuando il percorso già iniziato insieme al MiBACT con la pubblicazione dei documenti della Commissione parlamentare d’inchiesta sulla loggia massonica P2. Replicare questa esperienze in altri contesti e intervenire per generalizzare la metodologia è a nostro parere ora una responsabilità da condividere concretamente con tutte le istituzioni, anche affiancando alla documentazione  giudiziaria altre fonti, quali la documentazione delle amministrazioni statali non ancora versata agli archivi di Stato (come si sta facendo per esempio a seguito delle direttive Prodi e Renzi), materiali grigi, documentazione prodotta dagli organi d’informazione, documentazione prodotta dai partiti, dalle associazioni e dai movimenti, testimonianze e fonti orali.

Per saperne di più

Portale della Rete degli archivi per non dimenticare

Portale fontitaliarepubblicana.it

Sito dell'Archivio Flamigni

Protocollo d'intesa tra Ministero della Giustizia e MiBACT

Proposta riguardante i documenti processuali

Strage di piazza Fontana

Processo per la strage di piazza Fontana (di Francesco Lisanti)

Cronologia nel portale della Rete degli archivi per non dimenticare

Commissione parlamentare d’inchiesta sulla loggia massonica P2

Direttiva Renzi (2014) e Direttiva Prodi (2008)

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