Un progetto e un libro: l'archivio delle Manifatture Cotoniere Meridionali

Il 12 giugno scorso presso l’Archivio di Stato di Salerno si è svolto un interessante incontro per la presentazione del progetto Un grande Archivio d’Impresa: la fruizione e il recupero dell’archivio delle Manifatture Cotoniere Meridionali

L'industria tessile campana (e non solo, basti pensare alle Manifatture cotoniere d’Africa attive dal 1936 al 1963) fin dagli inizi dell’Ottocento ebbe un posto di primissimo piano nella vita industriale del Sud dell'Italia, per il ciclo di produzione accentrata in grandi fabbriche, per la moderna attrezzatura e per il numero degli operai impiegati.

Diverse le autorità invitate a partecipare alla discussione su un archivio che traccia la storia della comunità regionale, protagonista di un progetto di recupero a forte vocazione interdisciplinare. Hanno preso la parola: per primo il direttore dell’Archivio di Stato di Salerno, Renato Dentoni Litta, che ha presentato la mostra appena allestita nella sala al piano terra dell’Archivio con la documentazione relativa alle Manifatture cotoniere conservata dall’istituto. Sono poi intervenuti: il presidente della Società salernitana di storia patria, Giuseppe Cacciatore, che, dopo una breve introduzione storica, ha sottolineato quanto la Società e i soci, in particolare Michela Sessa, per molti anni funzionario della Soprintendenza archivistica per la Campania e poi direttrice dell’Archivio di Stato di Avellino, abbia collaborato al percorso di recupero dell’archivio in oggetto; ha poi preso la parola Antimo Cesaro (Università degli Studi della Campania "Luigi Vanvitelli") che, ricordando ai presenti come la storia di un territorio sia indissolubilmente legata alle fonti archivistiche, ha sottolineato lo stretto legame del progetto MCM con la storia sociale della Campania. Cesaro ha fatto inoltre riferimento all’identità regionale che le Manifatture, ampiamente ramificate in tutta l’area, con le numerose sedi a Salerno, Nocera, Angri, Napoli etc. hanno rappresentato nel tempo e continuano a rappresentare attraverso l’archivio.

È successivamente intervenuto Giovanni Lettieri, imprenditore, proprietario dell’archivio delle MCM, con un rapido excursus sulla storia dell’impresa negli ultimi cinquanta anni, dall’acquisto alla crisi economica, fino alla riconversione. Particolarmente interessante l’apertura di Lettieri a nuovi investimenti culturali presso la sede della Palazzina Liberty dove aveva sede la direzione delle MCM (inserita nel parco adiacente al Centro commerciale che oggi ha preso il posto dell’impianto industriale) già discussi con l’amministrazione del Comune di Salerno. L’auspicio è quello di condurre in porto un ulteriore progetto: un centro di attività culturali e scientifiche, sede di una mostra permanente sulle attività industriali campane, laboratorio per lo sviluppo di prototipi per i beni culturali ed il potenziamento delle attività di ricerca delle Università.

Antonella Mulè, responsabile del Portale Archivi d’impresa, ha quindi portato i saluti del direttore generale della Direzione Generale Archivi del MiBACT, Gino Famiglietti, e del direttore dell’Istituto Centrale per gli Archivi, Stefano Vitali, rallegrandosi per l’interesse manifestato da un privato per l’archivio della sua impresa e ricordando il ruolo svolto dall’Archivio di Stato di Avellino, che ha potuto accogliere il deposito temporaneo della documentazione grazie ai cospicui lavori di ampliamento effettuati in anni recenti. Il recupero e la valorizzazione dell’archivio MCM è frutto di impegno e collaborazione tra soggetti diversi, pubblici e privati, operazione che per questa prima parte può dirsi ben riuscita, ma che è necessario proseguire per potenziare la fruizione al pubblico di un archivio così ricco di contenuti, come è caratteristica degli archivi d’impresa, e così importante per la storia identitaria dellaregione.

A questo punto Giuseppe Cirillo, dell’Università degli studi della Campania "Luigi Vanvitelli", ideatore ed anima del gruppo di lavoro, ha presentato le attività svolte con il team di ricercatori del COSME (Centro Osservatorio sul Mezzogiorno d’Europa) e ha richiamato l’importanza dell’unione responsabile tra i vari membri della “società civile”, i rappresentanti delle realtà culturali ed imprenditoriali pubbliche e private del territorio, che devono collaborare in prospettiva europea alla crescita del capitale umano e sociale del Paese. Dopo aver tracciato velocemente le linee principali del progetto - movimentazione dei materiali, digitalizzazione, progettazione della banca dati e ruolo del team di informatici di riferimento -, Cirillo ha ringraziato quanti hanno portato il proprio contributo scientifico e tecnico alla realizzazione del lavoro, ricordando la grande importanza dell’archivio delle MCM per chiunque voglia ricostruire un momento della storia industriale italiana tra XIX e XX secolo, ma anche europea ed extraeuropea (come nel caso delle Manifatture d’Africa).

Amedeo Lepore dell’Università degli studi della Campania "Lugi Vanvitelli" e Aurelio Musi dell’Università degli studi di Salerno hanno quindi presentato il volume L’Italia a cento anni dalla Grande Guerra. Miti, interpretazioni, politiche industriali, curato da Giuseppe Cirillo e introdotto da una Premessa di Giuseppe Cacciatore e una Prefazione dello stesso Lepore. Il volume, inserito nella collana "Saggi" della Direzione Generale Archivi, si divide in tre parti, la prima delle quali, La Grande guerra. Miti, celebrazioni, conflitti, relazioni internazionali tra Italia ed Europa, presenta contributi di Francesco Eriberto d’Ippolito, Amalia Franciosi, Claudia Iodice, Carmen Saggiomo, Paola Viviani, Francesca Canale Cama, Silvia Angioi, Gianpaolo Ferraioli, Valeria De Oto, Maria Teresa Schiavino. Intensi studi storici che, a partire dal giudizio fortemente critico nei confronti della guerra espresso da Piero Calamandrei  e studiando le origini dell’idea di Nazione, toccano temi internazionali quali, ad esempio, la partecipazione del mondo accademico tedesco al conflitto bellico, la politica linguistica francese nel periodo della Grande Guerra, l’Italia durante la campagna di Siria e Palestina, i socialisti europei e il rilancio del pacifismo. Ulteriori approfonditi studi riprendono le questioni legate alla libertà di religione e alla tutela delle minoranze, le posizioni della diplomazia italiana, la legislazione di guerra. Questa prima carrellata di saggi si chiude con una ricognizione delle celebrazioni del centenario della Grande Guerra in Italia e in Europa.

La seconda parte del volume, La Grande Guerra ed i gruppi industriali italiani. La vicenda delle Manifatture Cotoniere Meridionali, è composta da due saggi che con ampiezza di dettagli raccontano le origini e la fondazione dell’azienda ed il periodo 1906-1916, durante il quale le MCM sono amministrate dalla Schlaepfer-Wenner. I due contributi, rispettivamente di Angelo di Falco e Emilio Gin, contribuiscono così a rafforzare l’ultima parte del volume, L’Archivio delle Manifatture Cotoniere Meridionali e la sua valorizzazione, formata da tre saggi. I primi due di Maria Senatore Polisetti e Ugo della Monica, tracciano più da vicino gli aspetti operativi e più tipicamente archivistici dell’intervento, con un itinerario che, partendo da teorie e metodi per l’applicazione delle tecnologie digitali impiegate in questo specifico caso, caratterizzato dalla presenza di materiali particolari come le locandine pubblicitarie e i campionari, si traduce nel successivo lavoro in un ampio e particolareggiato resoconto del processo di concentrazione e inventariazione dell’archivio delle MCM dal primo dopoguerra alla dismissione.

Il volume si chiude con un contributo di Renato Dentoni Litta, che ricostruisce le vicende dell’industria tessile salernitana sulla scorta delle fonti documentarie presenti nell’Archivio di Stato di Salerno, delle quali segue la descrizione ad opera di Fernanda Maria Volpe, Tiziana De Donato, Maria Rita Di Cesare, Martina Di Maio, Rosa Giannattasio, Enrico Lamberti, Rosaria Punzi.

Giuseppe Cacciatore scrive nella premessa al volume: «Anche questo è un modo per mantenere desta la memoria storica di una città, di una comunità […] con il destino di migliaia di lavoratori e lavoratrici …»
Archivisti, archivi, impresa, imprenditori, università e ricerca: una buona giornata per i Beni culturali!

Per approfondire

Presentazione del progetto: Un grande archivio di impresa: l'archivio delle Manifatture cotoniere meridionali
Maria Rosaria Strazzullo, L'archivio delle Manifatture cotoniere meridionali, in «Rassegna degli Archivi di Stato», 1984, pp. 628-630.
L’Italia a cento anni dalla Grande Guerra. Miti, interpretazioni, politiche industriali, a cura di Giuseppe Cirillo, Roma, Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, Direzione Generale Archivi, 2017, pp. 392 (Saggi, 115).

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