Gli Archivi e l’alternanza scuola-lavoro

La legge della “buona scuola” offre la possibilità di realizzare percorsi mirati di apprendimento in situazione lavorativa per studenti di istituti scolastici di II grado, in convenzione con soggetti terzi, tra i quali anche gli istituti archivistici.

La circolare del 12 novembre 2015, n. 69 della Direzione generale Educazione e ricerca del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo costituisce la prima risposta alle importanti novità per la realizzazione di progetti di alternanza scuola–lavoro introdotte dalla legge 13 luglio 2015, n. 107, detta della “buona scuola”. L’alternanza scuola-lavoro consiste nella realizzazione di percorsi progettati, attuati, verificati e valutati, sotto la responsabilità dell’istituzione scolastica o formativa, sulla base di convenzioni stipulate con soggetti terzi disponibili ad accogliere gli studenti per periodi di apprendimento in situazione lavorativa. Mentre inizialmente questa opportunità era offerta ai soli studenti degli istituti tecnici e professionali, la legge 107/2015 prevede che percorsi di alternanza scuola-lavoro siano attuati anche nei licei (per un totale di 200 ore nel triennio) e che le convenzioni per la loro attuazione possano essere stipulate anche con «i musei e gli altri istituti pubblici e privati operanti nei settori del patrimonio e delle attività culturali, artistiche e musicali». Sono quindi chiamati in causa direttamente anche gli istituti archivistici, con i quali gli istituti scolastici di II grado possono richiedere di attivare progetti di alternanza scuola-lavoro. A tale scopo, come precisa con molta chiarezza l’Archivio di Stato di Milano nelle proprie pagine web, «è necessario stipulare un’apposita convenzione, che deve obbligatoriamente prevedere una copertura assicurativa e una preventiva formazione generale in materia di sicurezza sui luoghi di lavoro, a carico dell’istituto scolastico richiedente. L’accettazione da parte dell’ASMI è subordinata all’effettiva disponibilità del personale interno a svolgere attività di tutoraggio, ed alla possibilità di individuare attività pertinenti. Durate e modalità sono stabilite e declinate nel progetto formativo redatto per ciascun allievo. Gli studenti, seguiti da tutor interni all’Archivio, affiancano il personale dell’Istituto in attività archivistiche e servizi al pubblico in sala di studio e in biblioteca».

Gli istituti archivistici sono quindi chiamati ad interrogarsi su come utilizzare al meglio per gli studenti e per le proprie finalità questa nuova opportunità, che amplia in maniera considerevole il settore delle iniziative collegate alla didattica, nel quale già da tempo sono impegnati, in progressiva applicazione dell’“accordo quadro” Mibact-Miur in vigore dal 20 marzo 1998, che fornisce alle collaborazioni un quadro giuridico generale e autorizza accordi diretti tra singoli istituti Mibact e singole scuole. Letteralmente l’accordo riguarda solo le soprintendenze, ma di fatto è stato considerato applicabile anche ad archivi e biblioteche. Tutti gli istituti si sono dotati di un Servizio educativo –  per il quale hanno nominato un referente e al quale talvolta hanno dedicato uno spazio nel proprio sito – che offre alle scuole visite guidate e percorsi tematici per la conoscenza del patrimonio e in molti casi organizza anche mostre e altre attività. Le iniziative curate dagli istituti archivistici sono registrate nella banca dati delle attività e progetti dei Servizi educativi, mantenuta dal Centro per i servizi educativi del museo e del territorio (il cui sito web: <http://www.sed.beniculturali.it> è ricco di utili informazioni), che fornisce anche un indirizzario dei Servizi educativi statali costituiti nei luoghi della cultura del Mibact, suddivisi per regioni, dove sono indicati nominativo, telefono e indirizzo e-mail del responsabile o del referente del servizio educativo..

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