L’archivio storico del Parco nazionale dello Stelvio: un progetto editoriale multidimensionale

L’ultimo volume apparso nella collana Strumenti delle Pubblicazioni degli Archivi di Stato presenta l’inventario della sezione storica dell’Archivio del Parco nazionale dello Stelvio, curato da Giovanni Pietrangeli e Marco Lanzini: Un archivio sul crinale. Inventario dell’Archivio storico del Parco nazionale dello Stelvio (1932-1978), Roma, 2021, pp. 388, (Strumenti, 204).

Il ricco patrimonio documentario descritto è relativo all’attività dell’amministrazione del PnS, ma anche al lavoro di ricerca scientifica e di tutela e sensibilizzazione in chiave ambientalista svolto tra il 1935 e il 1978. Il progetto di ordinamento e inventariazione è iniziato nel maggio 2019, grazie a una convenzione tra il Parco e l’Università di Bergamo, e rientra in una più ampia strategia di valorizzazione delle risorse culturali e storiche del territorio del Parco. Il lavoro degli archivisti, nella sua primissima fase, è stato relativamente semplificato da alcune positive condizioni preliminari: la stesura di un censimento, a cura di Nicolas Fiorina, realizzato nel 2018; la disponibilità dei titolari di classificazione per quasi tutto il periodo di attività del Parco; le ottime condizioni di conservazione, dovute sia a fattori climatici della conca di Bormio (dove ha sede la sezione lombarda del Parco e l’archivio è conservato, in virtù dell’Intesa del febbraio 2015 tra Stato, Lombardia e province autonome) sia alla gestione dei carabinieri forestali che hanno in custodia le carte.

L’inventario rende conto di una storia istituzionale complicata, iniziata con la fondazione del Parco nel 1935, passata attraverso la gestione da parte della Milizia forestale fascista, l’occupazione tedesca dell’area alto atesina (1943-1945), la riorganizzazione del Dopoguerra e l’interlocuzione, spesso conflittuale, con le province autonome di Trento e Bolzano. Nei saggi introduttivi dell’inventario, a firma dei curatori e di Stefano Morosini, coordinatore del progetto, si dà nota di queste vicende e delle metodologie adottate nell’ordinamento per poter ricostruire quanto più fedelmente l’attività dei soggetti produttori: l’Ufficio di amministrazione del Parco, con sede a Silandro (Bolzano) fino al 1962, poi a Bormio (Sondrio), e i vari posti di custodia, uffici decentrati, con compiti di sorveglianza su scala locale, i cui documenti, alla loro chiusura, sono mano a mano confluiti in Lombardia.

In un ulteriore saggio, dal titolo Un archivio per il tempo presente, vengono invece presentate alcune tipologie documentarie e proposte piste di ricerca multidisciplinari, dalla storiografia alle scienze naturali che in archivio possono trovare traccia di rilevazioni effettuate sulla fauna, la vegetazione, i ghiacciai dello Stelvio a partire dagli anni Trenta del Novecento.
L’inventario cartaceo è solo una delle forme con cui è stata pubblicata la descrizione dell’archivio. La banca dati, prodotta attraverso il software Archimista 3.1.0, è infatti disponibile anche sull’apposito portale del Sistema archivistico nazionale e sul portale di Lombardiarchivi. Nella produzione di questi differenti strumenti si è tenuto conto delle diverse esigenze redazionali e dell’utenza cui sono rivolti. Alcuni campi prodotti dalla descrizione sul software e presenti in banca dati (ad esempio le condizioni di consultazione) non sono state riportati nella pubblicazione a stampa, per evitare ridondanze. Alla stessa maniera, nelle banche dati non sono inseriti i saggi introduttivi del volume.

Il progetto più strettamente archivistico è inoltre stato ampliato attraverso alcune iniziative di valorizzazione, orientate alla comunità del territorio, ai visitatori internazionali del Parco nazionale dello Stelvio, al mondo accademico, della cultura e dell’amministrazione archivistica. Nell’estate 2020 è stata infatti presentata una mostra, dal titolo La montagna si rilegge, che ha registrato centinaia di visite tra gli spazi espositivi e la scuola superiore L.B. Alberti di Bormio, dove è rimasta fino all’ottobre successivo. La mostra racconta la storia del Parco attraverso una selezione di documenti, provenienti in massima parte dall’archivio storico, in un percorso tematico che affronta la storia istituzionale, l’attività di ricerca, l’educazione ambientale, le relazioni internazionali del Parco e l’attività di vigilanza del Corpo forestale dello Stato.

Infine, nei giorni 15 e 16 luglio 2021, si è tenuto a Bormio un convegno internazionale, con lo stesso titolo della mostra, durante il quale è stato presentato il lavoro di riordinamento e a partire da esso si è aperto un confronto sulle aree interne, le zone protette e il ruolo che i beni culturali possono ricoprire per sostenere le economie locali.

Per saperne di più

Scarica il volume dalla Biblioteca digitale della DGA 
Per consultare la banca dati nel portale SAN – Strumenti di ricerca on line
Per consultare la banca dati nel portale Lombardiarchivi
Per il programma del convegno «La montagna si rilegge - Fonti e storia del Parco Nazionale dello Stelvio per la tutela e la valorizzazione di un patrimonio culturale e ambientale»

 

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