Il poeta Umberto Piersanti testimonial a Civitanova Marche per l'International Archives Week” #IAW2019

Nella “Settimana Internazionale degli Archivi” (3-9 giugno 2019), si svolgeranno a Civitanova Marche, in provincia di Macerata, alcune iniziative curate e coordinate da ANAI Marche in collaborazione con l’Assessorato alla Crescita Culturale civitanovese, che prevedono un convegno e visite guidate non solo in città ma anche nel maceratese.

Testimonial d’eccezione sarà il poeta Umberto Piersanti, considerato tra le figure maggiori della letteratura contemporanea. Ha scritto e pubblicato numerose raccolte poetiche, saggi ed opere di narrativa ed è autore anche di film. Ha avuto numerosi riconoscimenti, tra cui la candidatura al premio Nobel per la letteratura (2005), il premio Cavallini (2017) di Vittorio ed Elisabetta Sgarbi e il premio Dante Alighieri (2018). Già docente all’Università di Urbino è oggi presidente del Centro Mondiale della Poesia e della Cultura Giacomo Leopardi e direttore della Scuola di Cultura e Scrittura Poetica Sibilla Aleramo.

Nel 2018 l’editore “Marcos y Marcos” ha pubblicato la sua nuova opera, il libro di racconti Anime perse, diciotto storie vere raccolte da Ferruccio Giovanetti nei suoi Centri di recupero del Montefeltro, conservate ed estratte dai fascicoli dei pazienti e raccontate ad Umberto Piersanti, che le ha interpretate e dettate direttamente nella forma definitiva ad una terza persona. E’ così che nasce Anime perse, dalle accorate e vibranti “voci di archivio”, con la “mediazione” dell’Amministratore dei Centri e l’abilità dell’autore che non ha avuto bisogno dell’uso della penna o del PC, se non indirettamente, per “trascrivere” e rielaborare quelle vite smarrite e deliranti, macchiate dal sangue e accolte nei Centri di recupero che hanno sostituito i manicomi criminali. La ricchezza del patrimonio archivistico delle strutture di recupero e la sua profondità culturale, umana e civile emerge con forza, sia sotto il profilo medico-psichiatrico che sociale, attraverso l’ originalità con cui i racconti sono stati scritti e l’abilità dell’autore che ha saputo unire nella narrazione la lirica con la capacità di confrontarsi con le sfide del presente e con il passato.

I personaggi dei suoi racconti hanno compiuto dei crimini solo a causa della loro incontrollabile follia, sono vittime e carnefici, sia pure in momenti diversi, condannati al loro destino fuori dai manicomi con le difficoltà della malattia mentale, emarginati dalla collettività e respinti anche dalla famiglia.

Anime sofferenti, rifiutate da tutti e per questo perse ma che nonostante la loro “balzana” depressione e la patologia di cui soffrono riescono a sognare e immaginare con speranza la vita fuori dai Centri, lasciate così sospese senza condanna ne giudizio, sullo sfondo del territorio caro all’autore che - come si legge nella pubblicistica -, con estrema delicatezza e immaginazione poetica ha condensato in queste pagine le loro storie, attenendosi ai dati reali ma sconfinando in momenti di pura invenzione.

Storie sì vere ma romanzate che catturano il lettore e lo portano ad essere lì con i protagonisti e i loro “demoni”, quasi a rispondere ad un grido di aiuto, che induce anche ad una riflessione sulla riforma che ha condotto alla chiusura dei manicomi e sulle problematiche delle strutture e degli operatori che devono gestire la malattia mentale. Uno sguardo al passato quindi, una riflessione sul presente e un interrogativo che lascia trasparire l’auspicio di un cambiamento nel futuro che possa colmare le lacune delle norme di settore.

Tra le altre opere di Umberto Piersanti si ricordano in questa sede per le raccolte poetiche in particolare I luoghi persi , Einaudi 1994, Nel tempo che precede, Einaudi 2002, L’albero delle nebbie, Einaudi 2008, e Nel folto dei sentieri, Marcos y Marcos 2015. Tra i saggi e le opere di narrativa L’estate dell’altro millennio, Marsilio 2001 e Cupo tempo gentile, Marcos y Marcos 2012, ambientata ad Urbino tra il 1967 e il 1969. Come autore di film ha scritto tra gli altri L’età breve, 1969-1970, Sulle Cesane, 1982.

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