Archivi “disobbedienti”. Una memoria da salvare: gli archivi delle personalità del mondo cattolico toscano del Novecento

La Soprintendenza archivistica e bibliografica della Toscana negli ultimi anni ha dato avvio ad un progetto di salvaguardia degli archivi delle personalità, religiose e laiche, appartenenti al mondo cattolico toscano del secolo scorso, con particolare riguardo agli archivi dei sacerdoti e dei laici che dagli anni ‘60 in poi vissero la stagione conciliare.

Tali archivi, peculiari per formazione, difficili da rintracciare e spesso a rischio di dispersione e di distruzione, sono diventati infatti l’oggetto di un’indagine capillare sul territorio e di una ricerca che ha dato avvio ad un vasto censimento. La “Domenica di carta” dell’8 ottobre è stata l’occasione per presentare al pubblico sia il progetto che i risultati già raggiunti e le importanti collaborazioni avviate.

All’incontro, intitolato: «Archivi disobbedienti. Una memoria da salvare: don Milani e i preti fiorentini negli anni del Concilio», hanno infatti partecipato, insieme alla soprintendente Diana Toccafondi e a Monica Nocentini, che segue il progetto per la Soprintendenza, anche Piero Meucci, presidente dell’Associazione ARCTON (Archivi delle personalità del mondo cattolico toscano del Novecento), Bruna Bocchini Camaiani della Fondazione Balducci e Vanessa Roghi, storica, curatrice e regista del documentario prodotto dalla Rai Don Milani, il dovere di non obbedire, andato in onda su La Grande Storia di Rai Tre lo scorso 8 giugno 2017. 

Il progetto promosso dalla Soprintendenza, presentato nel corso dell’incontro da Monica Nocentini, affonda le sue radici nella consapevolezza che il mondo cattolico toscano, e soprattutto fiorentino, a partire dagli anni Cinquanta e Sessanta del Novecento abbia costituito un humus particolarmente fecondo di fermenti ed esperienze innovative. Sacerdoti, studiosi, politici ed intellettuali, soprattutto a partire dal Concilio Vaticano II, danno vita ad un rinnovamento culturale particolarmente vivace e profondo che coinvolgerà settori diversi della società. Sono anni cruciali, di dibattiti e di polemiche, in cui vivono personalità straordinarie che della loro attività sacerdotale, politica e istituzionale lasciano tracce tangibili, che in molti casi loro stessi si preoccupano di conservare e che rischiano oggi di andare disperse perché affidate alla sola trasmissione intra-familiare.

Da qui la necessità e l’urgenza, avvertita dall’organo di tutela, di intervenire e adoperarsi affinché una memoria così importante rimanga viva, ben conservata e accessibile. Grazie all’indagine svolta negli ultimi tre anni dalla Soprintendenza sono stati rintracciati, censiti e, in alcuni casi, messi in salvo un numero considerevole di archivi di preti “scomodi”. Il progetto ha preso avvio dopo la scomparsa, nel 2013, del sacerdote fiorentino Renzo Rossi (1925 – 2013), discepolo del cardinale Elia dalla Costa e compagno di seminario di don Lorenzo Milani, che, dopo una lunga esperienza a fianco degli operai nelle fabbriche di Firenze negli anni Cinquanta, scelse nel 1965 di partire per il Brasile, dove rimase per quasi venti anni, vivendo nelle favelas di Salvador Bahia e dedicandosi in particolare al servizio nelle carceri, primo sacerdote ad entrare nelle celle brasiliane, soprattutto a fianco dei detenuti politici.

Successivamente è stato individuato l’archivio di Gino Bonanni (1913- 1995), un sacerdote che, nominato rettore del Seminario di Firenze nel 1958, venne destituito dalla carica pochi anni dopo a causa delle sue esigenze di rinnovamento, e di Danilo Cubattoli (1922- 2006), il “prete dei carcerati”, noto a Firenze come “don Cuba” e conosciuto per le sue esperienze pastorali vivaci e battagliere nel popolare quartiere di San Frediano. Tutti questi archivi sono stati sommariamente descritti, dichiarati di notevole interesse e depositati presso la sede dell’ARCTON, associazione nata a Firenze nel 1993 per volere del card. Silvano Piovanelli e di alcune personalità del mondo cattolico come Piero Meucci e Mario Primicerio, presidente della Fondazione La Pira, proprio con lo scopo di cooperare alla salvaguardia della memoria di questo periodo.

L’attività di censimento è proseguita, nel 2014, con il primo sopralluogo presso la sede del Fondo Documentazione Arturo Paoli (1912- 2015) a Lucca. Infine, nel maggio 2016, è iniziata l’opera di tutela nei confronti dell’archivio di don Paolo Giannoni (1935 -) uno dei più importanti teologi
viventi degli ultimi decenni. Attualmente la Soprintendenza sta seguendo la redazione di schede descrittive di una ventina di fondi di sacerdoti toscani del 900, che andranno a implementare la banca dati SIUSA, dove già sono state inserite le schede relative a Ernesto Balducci (1922-1992), ad Alfredo Nesi (1923-2003), sacerdote dell'Opera Madonnina del Grappa di Firenze dal 1947, partecipe di quella significativa stagione fiorentina di rinnovamento cattolico legata alle figure di Giorgio La Pira, di don Giulio Facibeni e del card. Elia della Costa.

L’incontro è proseguito con gli interventi di Bruna Bocchini Camaiani della Fondazione Balducci, che ha illustrato il lavoro effettuato per un primo approccio all’archivio di Ernesto Balducci, e di Piero Meucci dell’Associazione ARCTON, importante partner di questo lavoro di tutela grazie alla convenzione stipulata dall’Associazione con l’Opera Madonnina del Grappa di Firenze, che ha messo a disposizione i locali in cui gli archivi rintracciati possono essere depositati ed inventariati.

La Soprintendenza ha appena disposto, sull’anno in corso, un finanziamento per le operazioni di inventariazione e descrizione, mettendo anche a disposizione gli strumenti informatici necessari. L’incontro si è concluso con l’intervento di Vanessa Roghi che ha presentato il suo lavoro di ricostruzione documentaria dell’esperienza di don Lorenzo Milani a partire dal reperimento di testimonianze audiovisive rintracciate negli archivi RAI o raccolte attraverso video interviste a protagonisti dell’epoca. In particolare è stata proiettata una sintesi dell’interessante intervista a Enzo Palombo, già prete e amico di don Lorenzo nonché animatore di un’esperienza di scuola simile a quella milaniana nella sua parrocchia di Fabio, in Val di Bisenzio. La registrazione completa dell’intervista, solo parzialmente utilizzata nel documentario su don Milani prodotto dalla RAI, verrà consegnata dall’autrice alla Soprintendenza archivistica e bibliografica della Toscana per essere conservata nel suo archivio di “memorie orali ed audiovisive”.

E’ seguito un dibattito molto partecipato a cui hanno dato il loro contributo anche il prof. Francesco Margiotta Broglio, sostenitore fin dall’inizio del progetto di salvaguardia, e Giuseppe Matulli, che ha portato la sua testimonianza di collaboratore – su sollecitazione di don Lorenzo Milani – con i ragazzi di Barbiana impegnati nella scrittura di Lettera a una professoressa ma anche commosso testimone delle ultime fasi della vita di don Milani. L’incontro è stato interamente videoregistrato e la registrazione, oltre ad essere a disposizione di quanti ne facciano richiesta, verrà quanto prima resa disponibile su internet in forma sintetica.

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